… più che negli anni passati, quando aveva assunto un sapore troppo consumistico, è ricca di significati.
E’ quasi una riscoperta, una occasione per le giovani a dire “ci siamo e siamo decise a gridare il nostro valore per quello che sappiamo fare, per i risultati conseguiti e
per i sacrifici che quotidianamente affrontiamo con orgoglio”.
Le giovani donne che a Roma hanno infiocchettato di rosa i monumenti, hanno voluto significare che il patrimonio culturale delle nostre belle città va salvato e valorizzato.
Le città che si sono colorate di rosa mi hanno dato un brivido di commozione.
Faccio mio il monito del Presidente della Repubblica, secondo il quale, per raggiungere una parità sostanziale “é necessario incidere essenzialmente sulla cultura diffusa, sulla concezione del ruolo della donna, sugli squilibri persistenti e capillari nelle relazioni tra i generi, su un’immagine consumistica che la riduce da soggetto ad oggetto, propiziando comportamenti aggressivi che arrivano fino al delitto”.
Sono trascorsi cento anni dall’incendio della fabbrica di camicie a New York nel 25 Marzo 1911, dove morirono centinaia di operaie, ma più che mai le donne devono lottare per conquistare una parità di diritti ancora lontana dal compiersi.
Eppure le donne potrebbe contribuire in maniera determinante al bene comune, se solo potessero arrivare in numero consistente nei posti di comando, con un reclutamento che avvenga esclusivamente per meriti, attinenti alla materia di cui questa si dovrà occupare.
Il merito non sia richiesto solo alle donne, bensì a tutti coloro, uomini e donne, che andranno ad occupare posti di responsabilità nelle ammistrazioni pubbliche e private.
Soltanto in questo modo il nostro paese risorgerà dalle ceneri della barbarie, in cui è stato trascinato.
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